MEG – Intervista

meg.jpg 

 

Maria Di Donna in arte Meg è un artista dalle tante sfaccettature e dalla lunga esperienza.

Protagonista nei 99 Posse dell’ondata rap scaturita dai centri sociali verso la fine degli anni ’80 ed inizi ’90, ha nel corso degli anni affrontato diverse forme musicali in una continua ricerca ed evoluzione sonora senza mai perdere di vista l’impegno sociale.

Non potevamo quindi perdere l’occasione di intervistarla.

 

 

 

Miusika: Come è nato il progetto Phone jobs? Da quale esigenza?

 

MEG: Il progetto PhoneJobs è nato da un idea di Mario Conte con la complicità di Marco Caldera e Umberto Nicoletti. Mario da anni si occupa di sperimentazione con nuove tecnologie disponibili a tutti e l’applicazione di esse nell’ambito musicale. Forti anche da un’esperienza di collaborazione nella precedente tournée, mi hanno proposto questo nuovo modo di proporre il nostro spettacolo ed ho accettato subito entusiasta di sperimentare. Sono molto fiera di poter dire che siamo i primi al mondo a fare uno spettacolo interamente con l’uso di smartphones.

 

Miusika: L’amore è l’argomento centrale di Psychodelice, ci sono canzoni davvero romantiche, com’è l’amore secondo Meg?

 

MEG: L’amore è vita; istinto, dedizione, delirio, estasi, rammarico, pazzia, impegno, empatia, perdono, follia, desiderio, giustizia, riflessione, contrasto, devozione, ricerca, speranza, essenza, confronto, scontro, redenzione.

 

Miusika: La scelta di svoltare verso arrangiamenti più dance rispetto al primo cd da cosa è nata?

 

DSCN0112.JPGMEG: Ogni disco rispecchia secondo me il relativo periodo della vita di chi l’ha scritto. Così per esempio il mio lavoro precedente parlava in buona parte della necessità psichica – dopo circa dieci anni di sovraesposizione e tinte forti – di avere un momento tutto per sé, raccolto ed intimo.

Durante tutta la scrittura di “Psychodelice”, invece, ho sentito forte l’esigenza di far convivere, armonizzandole, due parti emozionali di me in apparenza agli antipodi ma che invece finiscono per essere essenziali l’una all’altra completandosi. Quella delicata e femminile che era venuta fuori in maniera così evidente nel disco scorso e quella più sfrontata, danzereccia, estroversa, insomma quella più da maschiaccio, della quale non potevo proprio più fare a meno. Volevo che gli arrangiamenti rispecchiassero a pieno questo bisogno, e che di questo “insight” parlassero in maniera chiara. Nella mia testa quindi, è nata l’idea di andare a realizzare un sound compatto fatto di ironia e gioia, di ritmiche muscolose e bpm dalle velocità sostenute, di raffinatezza solare, e allo stesso tempo, che, audace, andasse alla ricerca di sonorità cazzute.

 

Miusika: Hai abbandonato, lasciando i 99posse, le liriche più spiccatamente ed esplicitamente politiche per un modo di scrittura meno direttamente politico ma comunque schierato. Cosa ci puoi dire di una canzone di politica così “intimista” come Napoli città aperta?

 

MEG: Napoli città aperta è una delle mie canzoni preferite del disco. Ho preso in prestito il titolo rosselliniano per il semplice motivo che Napoli “è” una città sempre in guerra, sempre sotto assedio. Invasa, stuprata e offesa quotidianamente da forze legali ed illegali, istituzionali e criminali, occulte e non, è una terra che sanguina come vena aperta.

 

 

Miusika: Ti manca la dimensione della musica suonata e condivisa con un gruppo o ti senti più a tuo agio nelle vesti di solista?

 

MEG: Sicuramente entrambe le situazioni hanno i loro pro ed i loro contro. Lavorando in gruppo si condividono sia momenti positivi che negativi e ci si sente “protetti” in una sorta di guscio. Ma lavorando da soli si ha la possibilità di sperimentare di più, essere più sinceri con se stessi, mettersi in gioco e di indagare più a fondo le proprie paure, insicurezze, emozioni e passioni. Insomma una sorta di “psicoterapia sensoriale”. Personalmente, rispetto alla mia carriera solista, mi stimola molto curare tutto l’aspetto di produzione di un progetto, e non solo quello musicale. E’ sicuramente una dimensione a cui non potrei più rinunciare. Un po’ come quando vai a vivere da solo: non torneresti più indietro a vivere in una casa con dieci persone!

 

Miusika: Hai detto no alla reunion con i 99Posse, ci sono delle possibilità che in futuro tu possa accettare?

 

MEG: Il passato è passato, ed è giusto rispettarlo ma non cercare di riviverlo.

 

Miusika: La tua musica è una fusione fra la tradizione delle eleganti cantanti italiane e la musica elettronica, quali sono le artiste, e gli artisti, che hanno nutrito e nutrono queste tue due anime?

 

MEG: Vediamo, ascolto molto e mi faccio stimolare da stili e modi diversi di scrivere; alcuni nomi che mi vengono in mente sono: Billie Holiday, The Beatles, Beastie Boys, Laurie Anderson, Missy Elliott, the Knife e Luigi Tenco.

 

Miusika: Grazie mille Meg per la tua cortesia e disponibilità 🙂

 

MEG: Grazie a te e un saluto a tutti i lettori di Miusika!

 

 

 

 

Claudia Pinna (aprile 2010)

 

 

 

Lascia un commento