DIF JUZ – Huremics (1981) + PERE UBU – Not happy (1981)

dif juz - huremics

DIF JUZ

“Huremics” [EP 12′]

(4AD 1981)

pere ubu - not happy

PERE UBU

“Not happy” [7′]

(Rough Trade 1981)

Tra i vari aspetti della produzione discografica dell’ 81, il proliferare della pubblicazione di singoli con modalità e formati di uscita eterogenei, soprattutto in Gran Bretagna, ne rappresenta uno dei piu’ interessanti.

Molteplici infatti le pubblicazioni di singoli che spesso vivevano di luce propria non essendone prevista la replica immediata nel formato classico dell’album (il caso piu’ eclatante fu probabilmente quello dei Virgin Prunes di <A new form of beauty> pubblicazione articolata addirittura su quatto formati diversi (7, 10 e 12 inches in vinile ed uno in cassetta).

Al netto delle tante nuove esperienze, dell’insegnamento di Spizz e della conferma dell’importante ruolo delle etichette indipendenti (a fianco della Rough Trade cominciavano a muoversi 4AD e Cherry Red per citarne appena un paio), veniva a consolidarsi l’idea della portanza autonoma di poche tracce e dell’importanza dell’art-work e del packaging (Peter Saville docet)

Anche Wire (Our Swimmer), Pere Ubu (Not Happy) e Cure (Charlotte sometimes), nomi già consolidati, non sfuggiranno a questa tendenza.

Di Wire e Cure (entrambi splendidi e riuscitissimi) si parla a parte; i Pere Ubu, piu’ amati e visibili in Inghilterra, con la pubblicazione del loro singolo “Not Happy”, impedirono alle cronache di fare a meno di loro nell’81 con una graziosa filastrocca in stile “Make hay” con tanto di carillon e con la miniatura di Dave, il cowboy solitario, b-side impegnativa e straniante con un gran lavoro di Maimone al basso al quale avrà probabilmente prestato attenzione il giovane Mike Watt.

Tempo un anno e gli Ubu pubblicheranno un altro grande titolo su Rough Trade (“Songs of the bailing man”) prima del grande silenzio.

I Dif Juz al tempo passarono praticamente inosservati e solo dopo cinque anni, nel 1986 sfruttando in parte la maggior visibilità della 4AD che vantava Cocteau Twins e Dead Can Dance all’apice della loro maturità “indipendente”, ebbero modo di avere la loro chance con la pubblicazione di “Out of the trees” una raccolta che comprendeva i loro Ep del 1981 “Huremics” e “Vibrating Air“.

Un anno prima (1985) però avevano fatto centro con un album, “Extractions” davvero bello, convincente e consigliabile. Una di quelle perle rare senza seguito, frutto di un momento irripetibile ed anche in grado di anticipare scenari insospettabili.

Poche le notizie sui trascorsi della band formata dai fratelli Curtis (David e Alan) alle chitarre, Gary Bromley al basso e Richard Thomas alla batteria; una serie di concerti concentrati soprattutto a Londra, il classico passaggio da John Peel, la firma per la 4AD e la pubblicazione in giugno e novembre dei due Ep “Huremics” e “Vibrating air“.

Entrambi figli di quel tempo ma con alcuni distinguo che li affrancava seppur parzialmente dai principali riferimenti stilistici.

La scelta di non cantare e di affidarsi unicamente e quasi esclusivamente alle trame strumentali, il carattere apparentemente indolente ma non particolarmente pesante, il buon impasto delle chitarre con una ritmica spesso arpeggiata ed una solista effettata e a tratti figlia di Levene come figlio di Wobble è il basso (ed il bassista) della seconda traccia (<Re>), la presenza negli sfondi sonori di tanti piccoli frammenti di eco e ripetizioni (la terza traccia <Mi>) contraddistinguono la proposta dei Dif Juz di “Huremics“.

E’ ancora pochino “Huremics” e i Dif Juz miglioreranno decisamente in pochi mesi, per arrivare con “Vibrating air” (comunque oggetto di rivisitazione prima dell’inclusione nel mini <Out of the trees>) ad un primo punto fermo.

Anto (2018)

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