Dario Tonani – Infect@

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Di solito per veder pubblicato un romanzo di fantascienza sul periodico mensile italiano di maggior tiratura, cioè Urania, un autore del bel paese deve necessariamente vincere il premio indetto dalla rivesta suddetta, ovvero il premio Urania; o chiamarsi Valerio Evangelisti (diventato famoso proprio grazie alla medesima e al suo indubbio talento). Di solito.

Capita però che a volte le regole vengano infrante, per fortuna vien da dire.

E’ il caso di Dario Tonani è del suo romanzo Infect@, che pur se arrivato solo secondo nel concorso in questione, ha colpito talmente il curatore Giuseppe Lippi e la sua redazione da meritare l’occasione di arrivare ad un vasto pubblico quale quello che segue appunto Urania. Infatti il buon Tonani non è certo un parvenue è ormai anni che scrive di sf, horror, fantasy e noir, oltre ad esser giornalista della rivista Quattroruote, però a parte due racconti brevi apparsi su due diversi Millemondi, ancora non aveva avuto il piacere di veder un suo romanzo su Urania; è se si fosse applicata la regola non scritta citata in apertura ancora aspetterebbe.

Va da se che è con grande curiosità che ho divorato Infect@. Sostanzialmente si tratta di “chi ha incastrato Roger Rabbit” (il film di Zemeckis) immerso fino al midollo nell’acido lisergico, ambientato in una Milano di un prossimo futuro in cui tra ambiente degradato e sconquassi vari che hanno colpito la città, prende piede una nuova droga +Toon. Il romanzo non è male, è sicuramente data l’originalità della scelta merita la pubblicazione, anche se presenta al lettore scafato alcune ingenuità e una non sempre ottimale caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi; probabilmente dovuta al fatto che questo dovrebbe essere il primo di una serie di romanzi con protagonista il Commissario Montorsi e la Milano futura, quindi immagino che Tonani abbia volutamente evitato di raccontarci alcune cose e si sia affidato alla sospensione della incredulità del lettore e alla sua capacità di ipotizzare risposte la dove non vi sono. Comunque la cosa che trovo poco credibile nel romanzo è la totale assenza di personaggi manga, il sospetto è che non piacciano all’autore.

Per finire in questo numero di Urania (il 1521) vi è, toh che strano, un inedito di Valerio Evangelisti. Un raccontino breve che da l’idea di un divertissement talmente è poca cosa rispetto alle cose a cui ci ha abituato il nostro. Messo apposta perché non si credeva nel Dario Tonani? Per aiutare la vendita? Chissa?

In attesa del seguito di Infect@ gustatevi questo, non è un capolavoro ma è divertente.

 

 

Mario (Aprile 2007)

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