ULTRAVOX “Vienna” (1980)

    Se tornando indietro nel tempo e ricorrendo a massicce dosi di fosforo dovessi cercare di ricordarmi quale fu il primo disco “atteso” dopo un esordio od un capolavoro, credo che nel 1979 il quarto disco degli Ultravox partisse dalla pole position.

RY COODER “Jazz” (1978)

.  “Meglio conosciuto come virtuoso della chitarra, Ry Cooder è un musicista completo il cui canto, scelta del materiale, arrangiamento e sensibilità sono parte della sua arte quanto lo è la padronanza che egli ha del suo strumento”. Ci sarebbe poco da aggiungere a questo commento

TOM VERLAINE “Tom Verlaine” (1979)

  L’esordio solista di Tom Verlaine (ottimo, lo dico subito) costituisce il naturale proseguimento di quell’inclinazione romantico-autunnale che faceva capolino nelle pieghe di “Adventure”, secondo sottovalutato disco dei Television, e conferma che la vera testa pensante del quartetto era e rimane quella dal collo lungo (vedere la back cover per credere) di Mr. Tom Verlaine.

PETER GABRIEL “III” (1980)

  Fa davvero impressione scorrere la guest list dei musicisti che hanno partecipato alle registrazioni del terzo album, dal titolo omonimo, di Peter Gabriel, ex guru visionario dei Genesis alle prese con il tentativo di aggiornare la propria poetica agli stilemi di quanto accade nel 1980. Se “Games without frontiers”, preziosissima gemma della nuova collezione,

JAPAN “Quiet life” (1979)

Considerati da più parti “Adolescent sex” come uno degli esordi più scialbi mai registrati ed il successivo “Obscure alternatives” quale sterile tentativo di recupero, i Japan tentano la carta del terzo fatidico album confortati dalla recente produzione Moroder-iana di “Life in Tokyo”, singolo dai confortanti risultati commerciali (in Giappone soprattutto ma anche nel Vecchio Continente),